SANT’ONORIO MARTIRE - PROTETTORE DI CASALVIERI

 

(tratto dalla pubblicazione di Gino Zincone “Dal Ponte dell’Inferno, attraverso Purgatorio, fino al Paradiso degli Asini. Casalvieri racconta”, Tip. Monti Arnaldo, Roma, 1995.)

Il corpo di S.Onorio Martire giunse a Casalvieri il 27 maggio 1747.

Chi fu l’artefice della richiesta? Le opinioni sono diverse ma dal verbale originale del Martire emerge con chiarezza una sola verità. Il manoscritto fu steso soltanto manualmente da Don Vittorio Iacobelli, ma la richiesta all’illustrissimo Don Abate Olivieri venne inoltrata dall’Arciprete di Casalvieri, Ferdinando Matassa.

Dallo stesso manoscritto, steso da Don Vittorio Iacobelli, è possibile evincere con facilità che nessuna sosta di diversi giorni, come vuole la tradizione popolare, fu mai effettuata in nessuna frazione di Casalvieri.

Riportiamo qui di seguito il testo originale del documento.

DIVI HONORIJ TRANSLATIO EX URBE.

Nell’anno di nostra salute 1746 si portò in questa terra di Casalvieri per passare in Montecassino alla visita di quel santuario, l’Illustrissimo Signore Don Gianfranco Abati Olivieri, ed in occasione quivi si trattenne da dieci giorni in casa del Reverendo Sacerdote Don Evangelista Vitti fu da me Arciprete Ferdinando Matassa pregato ad arricchire questa Chiesa Parrocchiale di un Corpo di Santo Martire, non dubitò di acconsentire alla richiesta. L’Illustrissimo Prelato promise darlo lui perché ne riteneva tre in casa lasciatili dal di lui zio Fra Agostino Nicolò Abati Olivieri Agostiniano Scalzo, Vescovo Perficiense e Prefetto del Sacrario del Sacro Apostolico Palazzo, assistente al pontificio Soglio e Canonico della Sacrosanta Basilica Lateranense.

Ed in effetti l’anno seguente 1747, nel giorno 27 di maggio giunse in questa terra il corpo di Sant’Onorio da Roma, accompagnato dal Signor Michelangelo Satanico a tal fine destinato dall’istesso Illustrissimo Prelato, dal Reverendo Signor Don Francescantonio De Vecchis, dal Signor Rocco Vitti e da dodici giovani di Casalvieri, che con l’Urna sigillata dal Vice Gerente, siccome che al presente si trova, qui la condussero.Nel detto giorno 27 del mese di maggio 1747, fu ricevuto il Sacro Deposito da me e dal restante Clero e da tutte le Autorità e popolo nei confini del Tenimento di questa Università e propriamente nel luogo detto “LA FORNACE di Schiavi”. Proseguì la processione per la via della Madonna dei Roselli per dar soddisfazione alla maggior parte dei Casali ed alla ore sedici dell’istesso giorno fu collocato nell’altare Maggiore di questa Unica Parrocchiale sotto il titolo dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, ove tuttora si venera”.