Prodotto Tipico Locale

Cannellino del Melfa"

 

Bianco, opaco, liscio al tatto, con forme tondeggianti armoniosamente asimmetriche.

Dalle origini, tuttora oscure, al rischio di estinzione, dopo essere stato, per secoli, la carne dei poveri, il fagiolo cannellino, per le peculiarità elencate, si è nobilitato, tanto da dare lustro alle sue terre di produzione.

Se un prodotto di qualità è espressione culturale del luogo e delle genti che lo abitano, il cannellino è il risultato di una simbiotica reciprocità, che evidenzia la capacità dell’uomo di intervenire, di assecondare e carpire le potenzialità, modificando i sistemi di produzione, determinando rotture o continuità, a ridisegnare contorni culturali.

Il " cannellino del Melfa", pertanto, rappresenta il connubio tra le peculiarità geo-morfologiche delle zone vallive adiacenti al fiume Melfa e la pazienza e la tenacia delle genti che hanno saputo domare le sue acque, costruendo canali, chiuse, mulini.

Le acque freddissime del fiume, arricchite dal manganese, il focalete, in gergo locale, caratterizzano i suoli di elezione tanto da conferire unicità al prodotto.

Le temperature estive sono ottimali per la coltura dal ciclo produttivo breve. A partire dalla preparazione del terreno, irrigato due giorni prima della semina, che cade tra il 24 e il 29 giugno, tra San Giovanni e San Pietro, o, per alcuni, fino alla Madonna del Carmine, che cade il 16 luglio.

La prima irrigazione si pratica due ore dopo il tramonto, con andamenti ciclici di 6-8 giorni, rigorosamente di notte o al mattino presto, facendo attenzione che le foglie non ammuffiscano. Irrigazione ed assenza di concimazione conferiscono qualità e "nobiltà" a questo prodotto che si fa raccogliere tra settembre ed ottobre, richiedendo cura ed attenzione anche in questa fase.

Le piantine, poste d essiccare in mazzetti in luogo ventilato, sono, infine, battute e sgranate manualmente, prima di finire nella pignata di terracotta accanto al fuoco, a temperatura costante, per impedire la sfaldatura della buccia.

Si accoppiano felicemente con "la Sagna", verdure, lardo, salsicce. E l’immancabile olio extra vergine di oliva.

 

A cura di Anita Monti (comitato Tecnico scientifico de "Il TRACCIOLINO" strada delle tipicità agroalimentari tradizionali)

 

Piante in fiore
Essiccatura
Sgranatura
Selezione
Il fagiolo cannellino
Prodotto pronto per la vendita